Fare impresa in Marocco

Fare impresa in Marocco

 

Daniele, un ragazzo di soli 23 anni, che ha deciso di abbandonare la sicurezza di una casa e di un lavoro stabile in Italia, per lanciarsi in un progetto che lo vede protagonista in Marocco. A Casablanca, Daniele ha aperto una società dinamica ed in continua espansione che, in collaborazione con professionisti di diversi settori trapiantati nel territorio Marocchino da decenni, fornisce la consulenza necessaria per gli imprenditori/privati/famiglie che desiderano intraprendere un percorso in questo Paese.

 

Daniele, hai deciso di andare a vivere all’estero, affrontando difficoltà non comuni per un ragazzo della tua età. Quando e perché è scaturita la voglia di lasciare l’Italia?

 

Ho deciso di lasciare il mio amato Paese nel momento in cui mi sono reso conto che la classe dirigente italiana non mi rappresentava più, né come uomo, né come italiano, né come giovane imprenditore. Ma preferiva rappresentare una ristretta categoria, non rendendo più conto al popolo italiano, bensì alla macro economia europea, che nel nostro caso ci porterà inesorabilmente al fallimento e all’avanzamento di altre nazioni europee. Sinceramente non ho mai sognato il tipico lavoro vicino casa, il posto fisso in banca non fa proprio al caso mio, sono sempre stato attratto dalle nuove prospettive che possono offrire i mercati in espansione all’estero e l’età francamente per me non è mai stata una difficoltà, piuttosto un incentivo che mi permette di mettermi in gioco sotto molteplici aspetti. Le difficoltà in un trasferimento all’estero esistono, ma possono essere facilmente superate analizzandole e con una buona preparazione. Nel mio caso specifico, un ragazzo di 23 anni determinato, ha sbaragliato tanti ultra 40enni che giocavano a fare gli imprenditori in Marocco, ma questa è un'altra storia… Se devo essere sincero, un italiano che si trasferisce in Marocco, più che preoccuparsi dei marocchini stessi, dovrebbe preoccuparsi dei suoi compaesani che l’hanno preceduto e che hanno sputtanato il nostro Paese sia dal punto di vista imprenditoriale sia dal punto di vista umano. Io e i miei collaboratori chiamiamo questo tipo di persone: “scappati da casa” e rappresentano la maggior parte degli italiani residenti in questo splendido Paese. Altri invece hanno saputo investire seriamente ed hanno fatto la differenza.

 

Da quanto tempo vivi in Marocco?

 

Attualmente non vivo stabilmente in Marocco, perché ho seguito personalmente l’apertura del mio primo ufficio in Italia. Mi sposto tra Casablanca, dove ho i miei collaboratori; gli uffici della PM & PR Service, a Rabat dove ho fondato la mia società (cioè GENESIS) e Venezia, la mia città natale. Come ho anticipato, da poco ho inaugurato un ufficio in Italia, dove GENESIS opera al servizio degli imprenditori. Il mio obiettivo è quello di stabilirmi in Marocco, a Casablanca nei prossimi mesi e di rientrare in Italia solo su appuntamento con le aziende che mi convocheranno.

 

C’è stato un motivo particolare che ti ha portato a scegliere il Marocco come meta?

 

Ce ne sono stati tanti, se fosse stato uno solo non sarebbe bastato a farmi intraprendere questo percorso. Scherzi a parte, come tutti inizialmente, ho cominciato con l’informarmi via internet, poi ho analizzato i Paesi con il maggior PIL ed ho iniziato una scrematura secondo i miei criteri, così è saltato fuori il Marocco! Ovviamente il clima gradevole tutto l’anno, la vicinanza tra i due stati e l’influenza di diverse culture europee, hanno avvalorato la mia decisione. Se poi mettiamo che nel 2011/2012 c’è stato un picco del prodotto interno lordo dell’ 8,7 %, la scelta è stata ovvia. Non ho assolutamente sottovalutato anche la capacità del governo marocchino di proteggere il mercato interno dal punto di vista commerciale e soprattutto dal punto di vista bancario. Ciò sta a significare che un Paese in via di sviluppo, pur tentato dai guadagni “facili” che possono essere rappresentati dall’apertura delle frontiere, preferisce seguire con criterio un percorso serio e di tutela del proprio mercato, esente da speculazioni. Il Marocco, in un breve arco di tempo, riuscirà a dimostrare che la politica applicata sarà quella giusta, questo oggi è dimostrato dall’incredibile export dal mercato marocchino verso i Paesi asiatici. Chiusa la parentesi economica (che mi renderebbe assai noioso), valutando il Paese da un punto di vista più concreto, devo dire che il Marocco è uno stato che si sa vendere bene, ovvero, non si trovano Paesi in via di sviluppo nelle vicinanze che attuano dei progetti titanici così influenti per un intero continente, quali la costruzione di complessi residenziali di lusso, la costruzione del porto e dell’aeroporto più grandi di tutta l’Africa. Ciò sta a significare che il primo investitore marocchino è il Marocco stesso, quindi è normale che attragga diversi tipi di investitori. Il Marocco inoltre ha saputo mettere da parte il suo passato turbolento e la sua religione alquanto restrittiva per il bene del suo Paese, questa è una parentesi di cui difficilmente un italiano tiene conto, io l’ho fatto e ci ho investito.

 

In Italia lavoravi?

 

Certo! In Italia ho lavorato nell’azienda di famiglia nel settore ittico, successivamente ho lavorato per la società pubblicitaria-televisiva più importante d’Italia, la Global Solution. E’ un lavoro che mi ha insegnato molto e che mi ha regalato grandi soddisfazioni. Ho anche viaggiato molto nei Paesi dell’est Europa, per accrescere il mio bagaglio d’esperienza e per rendermi conto in prima persona di questi fuochi di paglia sul piano economico.

 

 

Quindi, dopo un’attenta valutazione dei mercati, hai deciso di fondare la “Genesis Marocco”. Che tipo di supporto offre ad oggi la tua società?

 

La “GENESIS MAROCCO“ è una società dinamica ed in continua espansione che, in collaborazione con professionisti di diversi settori trapiantati nel territorio Marocchino da decenni, fornisce la consulenza necessaria per gli imprenditori/privati/famiglie che vogliono intraprendere un percorso in questo Paese, senza incappare in spiacevoli situazioni, puntando esclusivamente al proprio obiettivo, tralasciando le distrazioni e percorrendo le strade più brevi e produttive. Essendo un perfezionista, non ammetto errori da me stesso, aiuto in prima persona i clienti che intendono sviluppare progetti costruttivi, evitando false illusioni. Mi spiego meglio, la maggior parte degli italiani viene in Marocco per fare business, ma circa sei italiani su dieci si fanno circuire da donne marocchine e perdono tutto in brevissimo tempo. Come anche da marocchini di turno che vantano conoscenze con personaggi illustri del posto. Purtroppo vivere in Marocco non è semplice, i marocchini sono persone poco furbe, ma molto opportuniste, non guardano in faccia nessuno, per pochi dirham sarebbero capaci di venderti la sorella più giovane e spesso non vedono l’ora di trovare un italiano per poterlo derubare. Per non parlare delle donne che, a differenza degli uomini, sono molto ma molto più furbe. Sono capaci di farti girare la testa e una volta che ti hanno “cucinato ben bene”, ti mangiano in un boccone solo! Quindi, noi della Genesis, evitiamo che accadano questi spiacevoli incontri, gestendo tutto noi, dall’inizio alla fine.

 

Chi ti affianca in questo progetto?

 

Il Dott. Paciello, mio collaboratore, amico e mentore è ormai un’istituzione quando si parla di Marocco. E il Dott. Priasca che, con la sua ineguagliabile esperienza ventennale nel settore del management internazionale, va a completare un team serio, funzionale e produttivo che non ha eguali.

 

Quali sono i tuoi obiettivi?

 

Gli obiettivi sono semplici, riuscire a tutelare e a preparare i miei compaesani nel cammino più importante della loro vita e ovviamente aiutarli a guadagnare il più possibile. Voglio aggiungere di essere un fiero cittadino italiano e come tale valuto con i miei clienti la possibilità temporanea di un trasferimento a breve-lungo termine. In parole povere, io amo il mio Paese, ma mi sono trasferito per necessità, quindi posso capire i miei clienti che, a volte, mi chiedono consigli su un trasferimento temporaneo (si parla sempre di anni) in Marocco, per poi ritornare in Italia, quando le cose a livello politico nazionale saranno cambiate. In questo tragico momento per l’economia, l’unica soluzione per la salvezza di un imprenditore è il trasferimento in un altro Paese. Come fecero i nostri nonni, che in passato emigrarono in America, Argentina, Germania, oggi una delle mete più accattivanti è il Marocco. Uno dei messaggi che vorrei lanciare ai lettori è quello di riprovarci e di rimettersi in gioco, io sono Veneto e l’escalation di vittime della crisi nella mia regione non ha eguali, quindi li invito a rilanciare i propri business in altri mercati, evitando di prendere drastiche decisioni.

 

Hai solo 23 anni, ma sei già determinato nelle tue scelte. Non sei mai stato assalito da qualche dubbio?

 

In passato ho affrontato altri progetti completamente diversi e in quel caso ho avuto qualche dubbio, ma nel contesto attuale non ne ho, per il semplice motivo che non posso permettermeli. Come potrei intraprendere un tale percorso con dei manager professionisti se avessi anche un minimo dubbio? Sarebbe impossibile! Io credo in quello che faccio, credo negli italiani, credo con tutto me stesso nelle nostre straordinarie capacità imprenditoriali. Posso garantire che gli italiani all’estero saranno la vera locomotiva che farà ripartire l’Italia stessa, per riportarla al suo vero splendore.

 

Hai avuto l’appoggio dei tuoi familiari in questo cambiamento di vita?

 

Sì, i miei genitori sono orgogliosi di me e della mia determinazione ed io li ringrazio per avermi insegnato tante cose e per avermi trasmesso valori che oggi sono scomparsi, come quello della famiglia. Ovviamente mia madre ogni qualvolta parto è sempre un po’ affranta, perché i messaggi che i media danno del Marocco non sono del tutto positivi. In realtà invece, tra tutti i Paesi che ho visitato, il Marocco è uno dei più tranquilli e sicuri. L’importante è non giudicare, non intromettersi e rispettare il prossimo, soprattutto su ciò che pensa. Per quanto riguarda gli episodi di violenza poi, tutti i Paesi hanno i loro problemi, in Marocco si picchiano per la religione, in Italia si picchiano per una partita di calcio, il risultato non cambia.

 

Com’ è stato il tuo primo approccio con il Marocco?

 

Il primissimo approccio con il Marocco l’ho avuto in aereo: eravamo tre italiani al massimo, il resto erano tutti arabi. Al momento della partenza, i passeggeri marocchini hanno iniziato a pregare con le mani verso l’alto sotto il mio sguardo sbigottito, accanto a me c’era una vecchietta marocchina che, nel vedermi spaesato, mi ha offerto una merenda a base di carne e pane arabo! Ovviamente, per non offenderla, da bravo cittadino del mondo, ho mangiato il mio primo pezzo di Marocco, senza indugi, ma con qualche riserva. Vuoi sapere il risultato del mio gesto? Una dissenteria allucinante che mi ha assalito il giorno dopo! Quando sono sbarcato dall’aereo, i tassisti hanno assalito i poveri turisti italiani per spillargli qualche soldo, io non sono stato nemmeno avvicinato, probabilmente perché avendo la carnagione scura assomiglio alla loro etnia (mi sono sentito discriminato). Il Paese mi è piaciuto fin da subito per le sue differenze. Di giorno la città di Casablanca vive nel caos più totale, causato dal traffico, mentre lungo le strade passeggiano ragazze velate. Di sera la città si trasforma e dai garage escono i bolidi sportivi, diretti nei locali della night live, accompagnati da quelle stesse ragazze velate, vestite con mini vestitini colorati. Questo è il Marocco non ci si crede, finché non lo si vede.

 

Molti italiani sognano di andare via dall’Italia, tu che l’hai fatto cosa consigli?

 

La prima cosa che posso dire è: “Cosa aspettate?”. Aspettate forse che il vostro capo vi lasci a casa con un letterina dopo decenni di onorate prestazioni, o ancora peggio, sperate di trovare un impiego in Italia dopo che le ultime aziende sono fallite e che le migliori holding sono state sapientemente svendute al mercato cinese?! Non è mai troppo tardi, dagli anni 80-90 ci siamo abituati molto bene, guadagni per tutti, età pensionabile sotto le medie nazionali, mutui al 100% del valore, ecc. Rendiamoci conto che le cose sono cambiate! STOP! Chi pensa di tornare a quei regimi si sbaglia di grosso, si deve passare dalla consapevolezza all’ azione, le utopie non servono, garantiscono solo false speranze. Ormai in Italia la tassazione è dichiarata intorno il 64%, ma gli studi di Confartigianato hanno individuato anche picchi dal 70 all’84,7%. Non occorre essere dei geni per capire che la situazione è molto grave e che conviene rimboccarsi le maniche altrove. Parlo soprattutto a te, italiano pigrone che succhi la pensione dei tuoi genitori alla tua veneranda età e che dici di inviare centinaia di curriculum al giorno magari tramite il computer. Bravo! Continua cosi, vedrai che il lavoro verrà sicuramente a bussare alla tua porta! Anzi, ti suggerisco di passare ancora più ore su Facebook, così avrai maggiori possibilità di trovare lavoro!

 

Come hai programmato il tuo trasferimento?

 

Ho cercato di fare le cose un po’ per volta. Mi sono trattenuto in Italia più del dovuto, per creare una rete solida in grado di garantire l’efficienza di Genesis quando mi trasferirò definitivamente all’estero. Per quanto riguarda la parte pratica del mio trasferimento, non avendo figli e particolari doveri in Italia, la transazione è stata sicuramente più facile. Ammetto che per un 23enne il trasferimento risulta come dire, molto più easy rispetto ad un 40enne con famiglia e figli, se poi mettiamo che sono una persona facilmente adattabile, il risultato è garantito. Sto prendendo un appartamento in affitto a Casablanca, poi magari con il passare del tempo cambieranno anche le mie esigenze e di conseguenza sarò costretto a spostarmi nuovamente. In questo periodo da “pendolare”, ho vissuto in un residence molto comodo, soprattutto per gli europei, perché garantiscono i servizi principali a costi veramente interessanti, oltre a garantire un’ottima privacy. Poi ad essere onesti, la distanza è veramente minima, un classico pendolare con il treno Roma – Venezia impiaga molte più ore di me che parto da Casablanca in aereo, quindi il problema della distanza non sussiste.

 

margin:

 

Hai qualcuno in Marocco che ti ha dato una mano?

 

Si, i miei collaboratori della PM & PR Service, mi hanno dato un grande appoggio, sia nell’individuare le zone più idonee al mio trasferimento, sia dal punto di vista umano, comprendendo le necessità di un ragazzo della mia età.

 

Come si vive in Marocco?

 

In Marocco in genere ci sono due tipi di consumatori locali: quelli super ricchi che girano in auto di lusso invidiate sui lungomari di Miami e quelli che girano con motorini del dopo guerra tutti ricoperti di scotch per non perdere i pezzi. Il consumatore europeo o in genere estero, trova subito una qualità di vita molto alta. Mi spiego meglio, la valuta giocando a nostro favore, ci assicura un tenore di vita elevato, sia nei costi giornalieri, riguardanti la spesa alimentare, gli indumenti o altri beni di prima necessità, sia nell’acquisto di beni immobili. Ovviamente una camicia italiana in Marocco costa più che in Italia, ma andare a cena fuori o girare non costa molto meno. Aggiungo un dettaglio molto importante: gli imprenditori per i primi cinque anni sono esentasse! Un’altra cosa da non sottovalutare è l’aspetto del relax. In Italia siamo abituati a dei ritmi frenetici che ci portano a lungo andare ad un invecchiamento sia fisico che psicologico. In Marocco invece, le tempistiche sono molto differenti. Se ci si stanca di stare in ufficio, basta spegnere il cellulare, chiudere la serranda del negozio e andare in un localino nel lungomare di Casablanca a bere un buon the verde rinfrescante, accarezzati dalla brezza mite dell’Oceano. Questo perché in Marocco la cosa più importante è il proprio benessere personale, successivamente viene tutto il resto del mondo.

 

Pensi che in Marocco ci siano possibilità per tutti?

 

Assolutamente sì! In Marocco c’è spazio veramente per tutti. Dal laureato con 110 e lode all’operaio con la 3^ media, dalla multinazionale alla piccola S.n.c di famiglia. Questo è possibile perché c’è tutto e contestualmente manca tutto, cioè, essendo un Paese in via di sviluppo occorrono in continuazione aziende capaci, operai, manodopera, materiali, utensili, macchinari e chi più ne ha più ne metta. Genesis, in collaborazione con PM & PR Service, ha seguito personalmente tante aziende che hanno riscoperto mercati impensabili e altrettanti privati che sono diventati dei piccoli professionisti in questo Paese. Noi italiani, dovremmo puntare molto sulla nostra dote innata del “senso dell’innovazione estetica”, che in molti casi ha fatto la differenza.

 

Quali sono i pro e i contro del vivere in Marocco?

 

Tra i lati negativi c’è l’aspetto della convivenza con i Marocchini, che non è spesso facile. Si sentono molto spesso giudicati da noi, anche se, non è assolutamente il mio caso. Generalmente noi italiani non siamo visti di buon occhio perché riusciamo ad anticiparli quasi su tutto. Per farti un esempio: nel lasso di tempo occupato da un marocchino per chiudere un affare, noi italiani ne chiudiamo cinque. Inoltre sono molto opportunisti e non si preoccupano di nasconderlo. Per finire, siamo additati anche perché piacciamo molto alle donne, non solo marocchine, ma di tutto il mondo. Tutto sommato però, sono abbastanza innocui, amano molto brontolare. Un’altra cosa che non amo particolarmente di questo Paese è il loro modo di guidare e di usare il clacson continuamente e inutilmente! Oltre alla sporcizia e alla maleducazione. Tutto sommato però, questi lati negativi vengono affievoliti dai tanti pregi che ci sono in questo Paese e dallo stile di vita allettante che ci può garantire.

 

Se pensi a te in un futuro, dove ti vedi?

 

Mah questa è proprio una bella domanda! Intanto spero di realizzare i miei progetti. Per quanto riguarda il futuro lontano, sicuramente non mi fermerò in Marocco, desidero esplorare altre regioni d’Africa per avere una panoramica chiara dell’evoluzione socio economica di questo Paese. Ovviamente c’è già un progetto in fase di gestazione che prevede l’ampliamento di Genesis e PM & PR Service ad altre regioni, ma che non anticipo per scaramanzia. Per quanto riguarda la mia vita personale ho intenzione di sposarmi, ovviamente con una splendida italiana che fa già parte della mia vita. Non penso di vivere tutta la vita in Marocco, anche perché ho 23 anni e come la storia ci ha insegnato, le cose possono cambiare in breve tempo, conviene battere il ferro finché è caldo. Se avessi tempo e possibilità, vorrei sicuramente fare un viaggio in Israele a Tel Aviv, è un Paese che mi ha sempre affascinato.

 

Ti andrebbe di mandare un messaggio a tutti i ragazzi come te che leggeranno la tua intervista?

 

Con piacere, vorrei dire loro di smetterla di martoriarsi di masturbazione virtuale con i social network o altre cose simili (che poi di sociale non hanno proprio nulla). La vita è una sola e va vissuta al 101%. Noi come i nostri bisnonni dovremo migrare per dimostrare ancora una volta l’eccellenza del popolo italiano che si contraddistingue nel mondo, sotto diversi aspetti. L’arte, il cibo, l’economia, la manifattura, le auto, il vestiario, qualsiasi settore è dominato dalla superiorità italiana e tocca alla mia generazione l’ambizioso e arduo obiettivo di riconfermare tale egemonia. Per quelli che invece hanno voglia di mettersi in gioco, posso consigliare loro di farlo al più presto, perché se ce l’ha fatta uno come me, ce la possono fare tutti.

 

  

A cura di Nicole Cascione

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