Valerio, operatore nel campo della ristorazione a Malta

 immagine Valerio, operatore nel campo della ristorazione a Malta

 

Valerio Cosmano si definisce un nomade della ristorazione. Approdato casualmente a Malta, allettato da un’ottima offerta stagionale e spinto dal desiderio di esplorare nuovi orizzonti, è rimasto incantato dall’isola, tanto da trasferirsi successivamente con la famiglia. In quest’intervista Valerio, grazie alla sua lunga esperienza nel settore della ristorazione, offre interessanti consigli e suggerimenti a tutti coloro che intendono avviare o rilevare un’attività in territorio maltese.

 

Sono arrivato a Malta casualmente, per una sorta di curiosità e di voglia di esplorare nuovi orizzonti, allettato da un'ottima offerta stagionale che mi ha poi portato ad innamorarmi dell'isola, tanto da non lasciarla e decidere dopo un anno di trasferire anche il resto della famiglia”.

 

Come hanno affrontato tua moglie e tua figlia il trasferimento?

 

Per quanto riguarda il lato pratico del trasferimento, tutto è avvenuto con estrema semplicità. L’unico vero problema l’ho avuto con mia figlia, poiché si è trovata a dover lasciare i suoi amici per trasferirsi in una nuova realtà. Una reazione normalissima per una bambina di 8 anni.

 

 

Per quanto riguarda la scuola, è riuscita ad integrarsi bene con i suoi coetanei?

 

Devo dire che l’integrazione nel nuovo contesto scolastico è stata meno traumatica di quello che temevo, anche e soprattutto per la competenza del personale docente.

 

Riguardo all’istruzione, il sistema è come quello italiano?

 

Il sistema si basa sul modello britannico suddiviso in tre fasi: primaria, secondaria e terziaria, quest’ultima corrisponde a due anni di specializzazione. Successivamente si passa all’Università.

 

Programmare un trasferimento a 45 anni comporta non poche difficoltà. Come le hai affrontate? Avevi timori, dubbi?

 

Per mia natura ho sempre amato le sfide e le novità, infatti mi definisco un Nomade della Ristorazione. Non a caso, nell'anno precedente, ho vissuto un'esperienza in Germania per poi andare a Bologna, prima di ricevere l'offerta maltese. I dubbi ci sono sempre, soprattutto quando non sei più un ragazzino. Infatti ho aspettato un anno prima di trasferire il resto della famiglia.

 

Hai affermato di aver programmato questo trasferimento per offrire un futuro migliore alla tua bambina. Perché, cosa potrebbe offrirle Malta in più rispetto all’Italia?

 

Provenendo da un piccolo paese del sud, dove comunque sarebbe stata costretta ad emigrare per continuare gli studi, valutando l'attuale situazione italiana e confrontando il tasso di disoccupazione tra i due Stati, abbiamo ritenuto che Malta potesse essere un buon investimento per il suo futuro.

 

Di cosa ti occupi sull’isola?

 

Mi occupo di ristorazione. In Italia ho avuto un locale per quasi 20 anni, che attualmente è in procinto di essere dato in gestione. Sono pizzaiolo, cuoco e di recente sto ampliando un servizio a 360°, rivolto in particolare a chi ha poca esperienza nel settore e vuole affidarsi a figure competenti, che abbiano anche una maggiore visione di come muoversi nel mercato dell'isola.

 

 

Riguardo al settore della ristorazione sull’isola, cosa puoi dirci? Molti sono gli italiani che arrivano e aprono locali. Ma il futuro è sempre roseo?

 

Questa è una nota dolente, soprattutto negli ultimi tempi, dove il settore ha subito una involuzione legata in particolare alle paghe, ai contratti dei dipendenti e ad un aumento spropositato degli affitti dei locali. L’italiano, che spesso ostenta presunzione convinto di essere il numero uno, spesso non tiene conto che, in un posto dove vige l'internazionalità e dove la concorrenza è spietata, non sempre basta arrivare, aprire e sperare di lavorare, solo perchè la cucina italiana è l'eccellenza. Bisogna tener conto di molti altri fattori, legati alla cultura del luogo, all'ubicazione e soprattutto al rapporto qualità prezzo. Nelle zone frequentate da studenti, la richiesta mira ad un prodotto con costi molto bassi e molti stranieri non cercano il cibo italiano, ma riempiono le Pastizzerie locali che sono simili alle nostre rosticcerie, con prezzi dimezzati. Negli ultimi anni ho visto chiudere decine di locali italiani nel giro di pochi mesi e malgrado ciò, ci sono coloro che continuano ad alimentare dei fallimenti annunciati, che servono solo a riempire le tasche dei proprietari, i quali, sempre pronti ad aspettare il prossimo “pollo”, sanno già come andrà a finire. Per quel che riguarda i costi poi, oltre a pagare quello che qui si chiama “regalo”, che, a seconda del locale e della zona, parte da 10 mila euro fino ad arrivare ad oltre 100 mila, pagano l'affitto giornaliero che nelle zone interessanti parte da circa 100 euro per un locale di dimensioni medie con circa 30 posti a sedere. Una follia, soprattutto per chi non è del settore e si avventa ammaliato dal tanto turismo che invade l'isola per tutto l'anno, non compiendo delle adeguate ricerche preventive. Naturalmente ci sono anche delle realtà positive con buoni risultati, legati all’esperienza e alla conoscenza del settore e dell'isola e naturalmente alla qualità dei prodotti forniti. Novità ed una buona dose di fortuna, componente sempre necessaria in questi casi. Ci sarebbe molto da dire a riguardo, ma non basterebbe questo spazio.

 

Quali sono le difficoltà più comuni che una persona in procinto di avviare un’attività si trova ad affrontare?

 

Tutto sommato il sistema è abbastanza snello se si tratta di rilevare licenze già esistenti, mentre cambia notevolmente per le nuove attività sprovviste di licenza. In quel caso infatti, se non ci si affida a persone competenti, si rischia di allungare i tempi in maniera spropositata, anche perchè vige sempre una certa prevenzione nei confronti dell'italiano, a causa dei danni che nei decenni precedenti i nostri connazionali, non proprio santi, hanno provocato e di cui oggi molti investitori onesti ne pagano le conseguenze.

 

A cosa bisognerebbe fare attenzione?

 

Innanzitutto bisognerebbe fare attenzione alla storia del locale che, se in due anni ha avuto 4 o 5 gestioni diverse, sicuramente nasconde qualcosa di negativo. Poi, tornando a quanto scritto in precedenza, bisogna saper allargare i propri orizzonti e non avere solo la visione italiana, perchè questo porterebbe all'ennesimo fallimento. A parte alcuni posti storici che hanno ormai una loro dimensione, aprire un nuovo locale è molto rischioso. L’ideale, per chi ha molti soldi da investire, sarebbe rilevare uno dei famosi posti storici, sempre che qualcuno lo permetta, visto che alla fine Malta è dei maltesi ed è giusto che sia così. Quindi non credo che le vere occasioni siano lasciate alla mercè degli stranieri, a differenza invece di quel che accade nel nostro Bel Paese.

 

Secondo la tua personale esperienza, Malta è un buon posto per rifarsi una vita?

 

Ritengo possa esserlo, legato a determinati settori quali il Gaming in particolare, ma escludendo in maniera assoluta la ristorazione, dove anche da dipendente sei sottopagato rispetto a qualsiasi altro posto in Europa e dove, soprattutto se non si ha un minimo di conoscenza della lingua, si è veramente trattati da extracomunitari. Di contro, può essere un buon punto di passaggio per un giovane che vuole migliorare il proprio inglese, divertendosi nello stesso tempo.

 

Come si vive a Malta?

 

Tutto sommato, se si ha la possibilità di lavorare in due, posso dire che si vive bene, anche perchè i servizi funzionano correttamente, la tassazione è bassa e Malta è bellissima. Spesso, nei vari gruppi di discussione, vi sono polemiche legate al costo della vita e non si riesce mai a trovare il giusto equilibrio. Infatti capita che, per me o per qualcun altro che proviene dai piccoli centri del Sud Italia, i prezzi dei beni di consumo possano risultare altissimi, mentre per un milanese o un bolognese la cosa cambia notevolmente. In linea di massima i prezzi possono essere rapportati ad una grande città del Sud.

 

Domanda d’obbligo: quali sono pro e i contro del viverci?

 

I pro sono la tranquillità, il clima, il sistema fiscale chiaro e semplice, l'internazionalità che in un certo senso aiuta a mantenersi giovani soprattutto con la testa, la vivacità dell'organizzazione di eventi e tutto ciò che contribuisce a godere in maniera diversificata del proprio tempo libero. In ogni punto di Malta, dalla silenziosa e terapeutica Mdina alla Valletta, ad ogni villaggio dell'isola, fino ad arrivare alle zone più caotiche come Sliema, si respira sempre un'aria di arte, storia, fascino e cultura. Ed ogni uscita, per chi come me viene tra l'altro da un passato artistico che ha toccato cinema, teatro e piazze, è occasione di arricchimento e crescita interiore, nonché occasione di poter interagire con persone provenienti da tutto il mondo. E poi, cosa molto importante, a differenza dei nostri piccoli paesi del Sud, qui non c’è l’obbligo di dimostrare niente a nessuno. I contro? Non essere venuto qui 30 anni prima. E poi, mi dispiace dirlo, ma tra i lati negativi di sicuro c’è l’arrivo recente di troppi italiani, molti di questi poco educati e poco preparati a vivere in un altro Stato che non sia l'Italia. Persone che con comportamento arrogante e presuntuoso, spesso ci fanno vergognare di essere italiani. E ancora, l'ulteriore arrivo di zingari di cui in precedenza non vi era traccia. Sappiamo bene che la loro presenza non fa altro che creare problemi. Non voglio essere razzista, ma credo che questa sia la dura realtà. Un altro lato negativo è legato al mio settore, le paghe infatti non sono più quelle che realmente dovrebbero essere.

 

Quali sono i tuoi progetti futuri?

 

Andando controcorrente con quanto scritto in precedenza, naturalmente l'idea è quella di avere un locale tutto mio, che si riveli una novità assoluta per Malta. E poi c’è un'altra scommessa aperta, maturata però dall'esperienza accumulata, ma non ho fretta e soprattutto al momento neppure i capitali, quindi aspetterò e nel frattempo continuerò con la stessa linea, cercando di dare il meglio per ottenere i giusti risultati.

 

Un messaggio per tutti coloro che leggeranno la tua storia:

 

Sempre legato al settore che più conosco, rinnovo l'invito ad eventuali investitori di stare molto attenti e di fare serie valutazioni, prendendo in considerazione quanto scritto in precedenza. E, ai giovani in cerca di fortuna, intenzionati a venire qui a Malta per lavorare come camerieri, consiglio di avere almeno un minimo di conoscenza della lingua inglese, onde evitare il rischio di ritrovarsi a fare i lavapiatti o altre mansioni similari pagate a meno di 4 euro l'ora (paga base media per un cameriere). E’ giusto sapere anche che a Malta le paghe sono tra le più basse in Europa, salvo rare eccezioni. Spero di essere stato utile e ringrazio la redazione e gli amministratori del sito per avermi dato l’occasione di raccontare la mia storia.

 

Un saluto a tutti voi e Buena Suerte

Valerio Ciak ...alias Valerio Cosmano

 

Lunacandida@alice.it

 

A cura di Nicole Cascione 

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