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Fake news: in Francia una legge contro le bufale

 

 

Fake news: in Francia una legge contro le bufale

 

di Gianluca Ricci

 

 

Contro la manipolazione delle informazioni, una delle piaghe della società moderna accresciutasi man mano che si sviluppava la rete internet con annessi e connessi, l’Assemblea Nazionale

francese ha provato a opporre resistenza. Risale allo scorso mese di novembre l’approvazione di una legge fortemente voluta dal presidente Macron per depotenziare la forza deflagrante delle fake news.

 

 

Si tratta della prima volta in cui le autorità preposte di uno Stato hanno il potere di stabilire se una notizia è vera o è falsa e di imporre di rimuoverla al canale di comunicazione macchiatosi del reato.

 

 

È vero che, come sempre accade quando qualche organo istituzionale tenta di porre un freno alle libertà garantite dalla rete, anche quelle di raccontare cose mai accadute, difficilmente si riusciranno ad ottenere risultati apprezzabili: basta considerare quanto accade a cadenze settimanali con quei siti pirata che vengono oscurati la mattina e la sera ricompaiono sotto spoglie diverse ad un altro indirizzo.

 

 

Tuttavia si tratta di un segnale importante, volto a riparare guasti che, nell’indistinta libertà in cui viene consentito loro di operare, potrebbero creare danni inimmaginabili, come si sospetta sia accaduto in occasione di recenti consultazioni elettorali di Paesi liberi dell’Unione Europea.

 

A ritardare l’entrata in vigore della legge è solo il ricorso presentato presso la Corte Costituzionale da una sessantina di senatori delle opposizioni che hanno contestato i principi contenuti nel provvedimento, accusandolo di ricalcare le orme di quanto fatto dal “ministero della verità” nel romanzo di

Orwell “1984”.

 

 

Secondo quanto previsto dalla legge, nei tre mesi precedenti al voto i candidati alle elezioni potranno presentare ricorso in tribunale contro una notizia considerata falsa e chiedere ai giudici di farla rimuovere dall’organo informativo che l’ha pubblicata.

 

 

L’aspetto più appariscente del provvedimento è che i giudici avranno solo due giorni di tempo per emettere la loro sentenza e intimare la rimozione delle fake news: i media che si sentiranno ingiustamente accusati potranno fare ricorso e attendere un giudizio nel giro di altre 48 ore. In quattro giorni la faccenda sarà risolta in un verso o nell’altro, sempre che in Francia i meccanismi giudiziari siano decisamente più oliati che non in Italia, dove quattro giorni non sarebbero sufficienti per una sentenza.

 

 

Gli scettici ritengono che, essendo internet uno strumento particolarmente difficile da controllare, non sarà facile intimare ai responsabili della diffusione di una notizia falsa di rimuovere i contenuti dal loro sito.

 

 

Nel caso in cui però si riesca ad arrivare al giudizio finale, i responsabili dei media ritenuti colpevoli del reato a loro ascritto potranno essere sanzionati con una pena detentiva fino a un anno e multati fino a 75mila euro. La legge prevede inoltre la possibilità per l’autorità delle telecomunicazioni di sospendere le trasmissioni di emittenti televisive straniere nel caso in cui diffondessero informazioni false in grado di compromettere la regolarità delle procedure elettorali.

 

Si tratta di un riferimento nemmeno tanto velato a quanto accaduto nel corso delle consultazioni più recenti, quando due emittenti russe furono accusate di divulgare fake news per avvantaggiare una parte politica più gradita rispetto all’altra. Sarà molto difficile però che le sanzioni vengano davvero applicate.

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