Come muoversi (e cosa sapere) prima di partire per l'Australia

Come muoversi e cosa sapere prima di partire per l Australia

 

In molti mi contattano chiedendomi informazioni su come muoversi prima di venire in Australia. Alcuni mi chiedono se le carte in loro possesso sono “abbastanza” o se sono quelle “giuste”.  Alcuni mi chiedono anche la “Ricetta Perfetta”, data da qualifiche, esperienze personali, livello di inglese e risorse economiche, necessaria per fare il grande salto.

 

Ammesso che questa Ricetta esista, io non ne sono al corrente.

 

Vediamo meglio cosa, invece, esiste.

 

Esiste quello che siamo e quello che abbiamo.

 

Esiste l’Australia, le sue regole e le sue leggi.

 

Esiste che si mette insieme il primo punto con il secondo e si vede cosa viene fuori.

 

Per quello che mi riguarda, esistono due approcci diversi al famoso “Vivere in Australia”:

 

 

1. Essere quello che eri, fare quello che facevi.

 

In pratica, arrivare in Australia con l’obiettivo di continuare/migliorare la propria carriera, il proprio percorso di studi o la propria professione; qualunque cosa sia, venite in Australia con lo scopo di continuare a farlo.  Per tutti quelli che mirano a questa opzione, è bene chiarire alcuni punti. Ogni professione, ambito di studi o carriera, in Australia segue regole ben precise alle quali bisogna sottostare, senza eccezioni. In poche parole, il fatto che il marito della cugina della sorella dell’amico di tuo zio faccia le pulizie in casa del Nonsachisonoio di turno, non vale più un cazzo di niente.  L’Australia non si regge certo sulle conoscenze per mandare avanti il suo sistema, ma sulle competenze e, guarda caso, è un metodo che funziona. Certo, privilegiare la gente che “ne sa” piuttosto che gli amici di quello che ne sa, suona piuttosto strano ad orecchie italiche, ma pensate un po’, all’Australia non frega un cazzo di niente. Venire qui comporta il rimettersi allo stesso sistema che manda avanti la baracca per tutti quelli che vivono in Australia, il quale assicura una pari opportunità per tutti e, non da meno, il fatto che lo stesso sistema metta le persone giuste al posto giusto.

 

Ovviamente, avere qualche conoscenza non guasta, ma l’utilizzo che ne viene fatto qui serve solo ad avere un piccolissimo margine di vantaggio, come ad esempio: conoscere il Manager di una azienda in cui vuoi lavorare, non vi garantirà affatto un colloquio, ma forse il fatto che il vostro Curriculum verrà visualizzato prima di altri. Tuttavia, se questo CV non risponde anche solo in parte alle necessità dell’azienda, verrà cestinato con la stessa velocità con cui una cubista vi guarda mentre le sbavate dietro attraverso lo schermo del vostro smartphone. Se invece il CV piace, verrete messi in fila come tutti gli altri, magari passando avanti qualcuno, ma la valutazione sarà uguale per tutti.

 

A quanti di voi si trovassero ora sotto shock e con il respiro corto comunico: mandatemi le vostre mail che vi mando le mie coordinate bancarie, aspettandomi la metà dei soldi che vi ho fatto risparmiare. Ci guadagniamo tutti no? Se invece volete fare le cose per bene, allora informatevi altrettanto bene, anzi meglio.  Ogni lavoro o laurea deve prima essere riconosciuto dal Governo tramite un percorso e un Ente diversi per ognuno. In caso di esito positivo, sta a voi darvi da fare per trovare quel lavoro o far valere la vostra qualifica, perché ovviamente non è che perchè il Governo vi ha “riconosciuto” allora vi da pure un lavoro. Quella parte spetta a voi, sempre e soltanto a voi.

 

Il percorso da seguire comporta spese in termini di tempo e soldi, per cui non è per niente in discesa, anzi, spesso è in salita con un camion carico di letame davanti. Se è una spesa che potete sostenere, tenete duro, passo dopo passo, lentamente, continuate a salire. E occhio a quel camion che ogni tanto perde un pezzo…

 

 

2. Mollare quello che si era e quello che si faceva e ricominciare da zero.

 

Nonostante a molti suoni come l’opzione più facile rispetto alla prima, perché è una scelta che rimane aperta a qualsiasi opportunità, in realtà non lo è. Il trucco consiste nel capire bene cosa significano le parole “Qualsiasi” e “Opportunità”, ma più che altro cosa significano messe insieme. Messe insieme significano, in pratica, che potreste trovarvi a pulire cessi al McDonald (non è detto che finiate a servire alla cassa…) oppure a portare in giro pizze (storia vera) o lavorare come camerieri in posti dove vi pagano meno del previsto e vi fanno lavorare più del normale.  Tutto questo indipendentemente dalle vostre lauree o qualifiche o esperienze.  Certo, magari col tempo, grazie a quello che sapete fare, qualcuno vi riconoscerà dei meriti ed è qui che partirà la lenta salita delle varie posizioni a disposizione. Se ce ne sono. Altrimenti si cambia lavoro e si ricomincia da zero.

 

Il vantaggio è che qui la possibilità di crescere la danno a tutti. “Tutti” inteso come chi si dimostra capace. Per tutti gli altri sono previsti tempi duri e scatolette di tonno solo se scontate. Il sistema del Lavoro Australiano, non si fa tante paranoie ad affidare un lavoro a qualcuno che prima non lo ha mai fatto o faceva qualcosa di completamente diverso. Purchè dimostri di conoscere/saper fare quanto viene richiesto. Poco importa se per conoscenza personale o esperienze di lavoro. Conosco persone che sono passate dal lavorare in ambiti Finanziari a quello dei massaggi, e viceversa. Di lavoro fate l’idraulico ma avete competenze personali in qualche ambito in cui vi piacerebbe lavorare? Senza paura, mettete tutto sul cv e buttatevi nella mischia. Siete uno Psicologo ma vi siete rotto il cazzo di tutti quegli schizzati e volete lavorare come meccanico di bici? No problem, dimostrate quello che sapete fare e dateci dentro. Siete belli bravi e buoni ma vi batte dentro un cuore da Sicario? Ottimo, sicuramente anche per voi è pronto il vostro angolino di spazio. Si tratta solo di sapersi valorizzare e proporsi in base a quello. Ora, mi rendo conto che ad orecchie italiche quanto detto nella riga precedente può suonare un po’ una farsa. Abituati come siamo a nascondere ogni minima caratteristica che si discosta dal lavoro per cui stiamo sudando al colloquio, non ci viene nemmeno in mente di essere quello che siamo. Specialmente se tu che leggi sei una ragazza: ricordi quante volte hai dovuto dichiararti single a vita per scelta, quasi sterile e comunque non ti interessa, alla ricerca di un lavoro d’ufficio qualsiasi, a stipendio qualsiasi, ad orario qualsiasi che tanto non hai hobbies, amici, vita privata e tanto meno nessuno che ti attacchi al muro appena rientri a casa.

 

Qui funziona diversamente.

 

Il lavoro è lavoro, i cazzi tuoi… beh, quelli sono cazzi tuoi.

 

A chi ti scruta con aria amichevole al colloquio è qualcuno a cui interessa quello che fai o sai e non quello che sei.

 

Oltre tutto questo, il resto sta sempre e soltanto a voi.

 

A sovrastare entrambe le opzioni descritte, c’è il livello di inglese che ognuno di noi possiede, combinato con le capacità personali di migliorarlo e alle risorse di tempo e di soldi che si è disposti ad investire affinché arrivi ad un determinato livello.  Di questo parleremo la prossima volta, perché non è solo un’altra storia, ma una storia dannatamente importante.

 

Passate ancora da queste parti dunque, io rimango nei paraggi.  O se preferite, fatevi un giro ai link qui sotto.  In entrambi i casi, buona Australia a tutti, che sia una scelta, un viaggio in arrivo o ancora un bellissimo sogno.

 

Giordano

 Quello di Lif3.zero www.giordanodallabernardina.com

Anche quello dell’e-book su come prepararsi a vivere in Australia http:selz.com/1h7rEDF 

nonchè quello della pagina Facebook www.facebook.com/Lif3.zero

 

Esiste quello che siamo e quello che abbiamo.

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