La London life di Costanza: Social media strategist freelance e pub manager

La London life di Costanza Social media strategist freelance e pub manager

 

Costanza vive a Londra oramai da due anni e mezzo. Trasferitasi per frequentare la London School of Journalism, ha poi deciso di restare nella capitale del Regno Unito. Social media strategist freelance e manager in un pub, Costanza ha anche aperto un blog www.civuolecostanza.com, in cui descrive la sua vita londinese e le bellezze della città cosmopolita. “Ho trovato una nuova dimensione, nuove opportunità, ho cominciato a scrivere per testate giornalistiche, ho vinto un premio come blogger, ho lavorato come dipendente e poi sono diventata freelance, gestisco il mio lavoro, scelgo quello per cui voglio scrivere e per chi voglio lavorare. Questa è la città delle opportunità. A Londra ho ricominciato a vivere”.

 

Già …. sono passati due anni e mezzo da quando sono qui a Londra. Sono arrivata in luglio del 2010, dovevo stare solo pochi mesi, poi in realtà non sono più ripartita. Sono venuta a Londra per studiare giornalismo alla London School of Journalism. Il Bloggo stava andando molto bene, ma volevo fare di più. Avendo studiato agraria, ma volendo fare la blogger e/o giornalista online, lo studio di piante, animali e raccolti non è stata proprio la scelta più felice... quindi mi sono iscritta al corso estivo qui a Londra e sono partita. Sono stati due mesi intensi e pieni di cose da imparare. Consiglio la London School of Journalism a tutti coloro che intendono avvicinarsi al mondo del giornalismo o anche solo della scrittura”.

 

 

Quando hai sentito che era il momento giusto per andare via?

 

La partenza per Londra mi ha salvata da un momento molto buio della mia vita. Non riuscivo più a stare a casa, a Verona, non riuscivo più a scrivere, né a studiare. Ho pensato che un cambiamento mi avrebbe aiutato a sopravvivere, anche se sapevo che sarebbe stata dura all’inizio, ma mi sembrava l’unica cosa sensata da fare. Prima di pensare a Londra avevo pensato a San Francisco, ho una cotta per questa città da quando sono andata in viaggio con la mia famiglia, molti anni fa. Poi però ho pensato che l’Inghilterra mi è sempre piaciuta, che non avrei avuto problemi con i visti e i permessi necessari per vivere in America, che era più vicina a casa e alla mia nipotina appena nata, così ho puntato su Londra.

 

Come hai pianificato la partenza?

 

Ho avuto la fortuna di avere un appoggio a Londra, mia sorella. Ha vissuto a Londra per otto anni e quando sono arrivata, abbiamo diviso casa. Quindi devo ammettere che è stato semplice sotto il punto di vista “casa”. Mi sono iscritta al corso, ho preso il volo (con ritorno che non ho utilizzato), ho preso un po’ di soldi che avevo messo da parte e sono partita. Secondo i miei calcoli, per arrivare a Londra e sopravvivere le prime settimane mentre si cerca lavoro, ci vorrebbero almeno 1.000 euro. Poi, una volta trovato lavoro, diventa tutto più semplice. Ma 1.000 euro servono anche per dare eventuali depositi per trovare casa e o per pagare agenzie, nel caso in cui la ricerca della casa avvenga via agenzia.

 

 

Dal momento in cui hai deciso di partire al momento in cui sei salita sull’aereo, quanto tempo è passato?

 

Io sono una che, una volta presa una decisione, fa tutto e subito. Non vorrei mai pentirmi e non vorrei mai avere tempo di cambiare idea o di pensare troppo. Una volta presa una decisione, per me, non si torna indietro. Quindi ho prenotato tutto in un giorno: voli e scuola di giornalismo. Poi sono andata una settimana al mare, per godermi l’ultimo sole e dieci giorni dopo ero a Londra.

 

Quali sono state le tue emozioni arrivata a Londra?

 

Ero emozionatissima. Non potevo crederci di aver finalmente deciso di partire, avevo capito che volevo scrivere e soprattutto, sapevo che la mia vita in qualche modo sarebbe cambiata, ma la svolta che ha preso dopo…beh, a quella non ci avrei mai pensato.

 

Dopo un primo periodo vissuto a casa di tua sorella, hai deciso di andare a vivere da sola. Come sei riuscita a trovare casa?

 

Per trovare casa ho passato giornate intere su gumtree.co.uk, su spareroom.co.uk, flatshare.co.uk… tutti siti dove puoi trovare case e camere in affitto, molto spesso senza passare da agenzie, così da non dover pagare i servizi dell’agenzia e i vari contratti. Certo bisogna stare sempre molto attenti… alcuni annunci possono nascondere delle fregature, così come le case possono essere diverse da quelle raffigurate in foto. Quindi cercare casa è sicuramente uno dei “lavori” più stressanti della city.

 

Attualmente di cosa ti occupi?

 

Sono social media strategist freelance e manager in un pub. Appena arrivata ho lavorato per quasi un anno in un pub, poi ho trovato lavoro in due uffici: come social media strategist in un’azienda internazionale che si occupa di formazione (EF) e come community manager in un’agenzia digitale. Ma la vita d’ufficio non mi si addice, così, dopo un anno di tentativi e di resistenza semi forzata ai rigidi ritmi degli uffici inglesi, dove essere in ritardo di due minuti è una sfida all’ultimo “oh, ma ti sei addormentato per caso?”, sono tornata a lavorare al pub, come manager. Il lavoro al pub lo consiglio a tutti appena arrivati. Ma in realtà lo consiglio anche dopo: lascia molto tempo per fare altre cose rispetto agli orari d’ufficio e per chi è “creativo”, certamente aiuta moltissimo. Inoltre, lavorare al pub è il metodo migliore per imparare bene l’inglese, soprattutto se scegliete di lavorare in piccoli pub lontani dalle zone centrali (io lavoro vicino a Fulham) ed è anche il metodo perfetto per conoscere moltissima gente, per farsi degli amici, per non sentirsi soli i primi mesi a Londra. Cosa che succede spesso… Lavorando al pub, sei sempre costantemente attivo, sempre pronto a scambiare due chiacchiere con qualcuno, proprio quello che ci vuole per imparare bene la lingua ed entrare nella mentalità inglese.

 

 

Come sei riuscita a trovare lavoro?

 

Per trovare lavoro mi sono iscritta a vari siti che mandano giornalmente email con offerte di lavoro nel settore che cerchi. Alcuni sono: totaljobs.com, Cwjobs.co.uk. Il mio primo lavoro è stato da barista in un pub e per quello basta andare in giro per la città con una copia del cv e … aspettare una chiamata! Il primo anno, soprattutto i primi mesi, fare colloqui è davvero difficile, anche se conosci bene l’inglese è molto difficile rispondere alle domande che ti fanno e molto spesso non riesci a trovare le parole giuste per spiegare quello che pensi. Dopo quasi un anno al pub, ho cominciato a mandare in giro cv tramite i siti di lavoro che ho citato prima e ho cominciato a fare i primi colloqui. Quello che dico sempre ai miei amici che si trasferiscono a Londra è: non abbiate fretta di lavorare in un ufficio. Conoscete Londra, lavorate prima in altri ambienti, fate le vostre esperienze. C’è sempre tempo per trovare un lavoro, come si dice qui, “proper”.

 

Raccontaci qualcosa di Londra…

 

Londra è una grande città, molto spesso ci si può sentire soli. Vedere gli amici può essere complicato, perché spesso si abita lontani e organizzare serate e uscite può diventare difficile anche a causa del lavoro che si svolge. Un altro lato negativo è che i soldi non sono mai abbastanza! Ci sono sempre spese inaspettate e qualcosa che va storto… Londra è la città degli imprevisti. Da quando vivo qui, me ne sono capitate di ogni tipo. Una cosa bella è che a Londra non si è mai fermi. Si è in costante movimento e c’è sempre qualcosa a cui pensare. All’inzio, quando sono arrivata, la sera ero distrutta. Dopo un paio di mesi però, Londra e i suoi ritmi sono entrati dentro di me e non ci ho fatto più caso. Vivere qui insegna moltissime cose, ti fa crescere e ti permette di conoscere persone e fare esperienze che altrimenti non potresti fare da nessun’altra parte. Questa è la città delle opportunità e anche se la crisi si fa sentire anche qui, le occasioni non mancano. Basta solo essere bravi a trovarle. Non posso negare che è una città molto costosa. Gli affitti sono altissimi, si arriva a spendere fino a £700 per una stanza, a seconda delle zone, ovviamente. All’affitto si aggiungono spesso le spese (che di solito si aggirano intorno a £100 al mese). Alcune case hanno tutto incluso, ma nel caso in cui non fosse così, io conto sempre l’affitto più circa £100 di spese, comprese le cosidette Council tax, ovvero le tasse del quartiere in cui si vive. Battersea, Wandsworth e Clapham hanno tariffe più basse. Chelsea, Notting Hill e nord di Londra quelle più alte. Altra cosa da ricordare riguardo alle case, è che gli affitti sono calcolati in questo modo: costo a settimana x 52 settimane: 12 mesi. Altrimenti non vi torneranno mai i conti… i primi mesi io non ci capivo niente! I trasporti comportano un’altra grandissima spesa. Più o meno £120 al mese, a seconda sempre delle zone in cui dovete viaggiare. Per quanto riguarda il cibo, ci sono moltissimi supermercati tra cui scegliere, che vanno da quelli molto costosi (Waitrose) a quelli economici (Tesco e Asda). Più o meno, secondo i miei conti (Londra mi ha trasformata in una bancaria!) per vivere bene servono £200 a settimana. Incluse le uscite e le meritatissime pinte post lavoro!

 

Quanto tempo hai impiegato per abituarti al nuovo stile di vita?

 

Il primo mese è stato un po’ complicato: tra metro, bus, orari frenetici, parlare in inglese sempre, serate, concerti… Dopo due mesi direi che ho cominciato a capire tutto e ora posso affermare di essermi finalmente abituata ai ritmi della città. E alle abitudini inglesi: pinte post lavoro, Sunday roast e varie ed eventuali!

 

E’ rinomato che gli inglesi non brillino per la loro igiene. Tu hai vissuto qualche esperienza che potrebbe confermare o negare questa diceria?

 

Devo ammettere che è verissimo… purtroppo gli inglesi non brillano per igiene e ho assistito ad alcune scene poco carine. Tipo l’uso da parte delle ragazze di shampoo a secco, ragazze che si mettono il deodorante a tavola, ragazzi che affermano di cambiare le proprie lenzuola ogni 3 mesi, bagni che hanno visto un po’ di candeggina oramai tre anni orsono. Ovvio che non tutti gli inglesi sono così, non posso generalizzare, ma diciamo che hanno sicuramente standard di pulizia molto, molto diversi da quelli italiani.

 

Cosa apprezzi soprattutto degli inglesi? E cosa degli italiani?

 

Devo essere sincera nel dire che gli inglesi non sono un popolo facile. Non sono molto socievoli, soprattutto con gli stranieri e sanno essere piuttosto finti quando vogliono… per il resto, apprezzo il loro senso dell’organizzazione, la loro puntualità e la loro capacità di scherzare sulle cose… anche se alcune volte il loro senso dell’umorismo può dare sui nervi! Degli italiani apprezzo la solarità, la passione che mettono nel fare le cose, l’energia. Cose che gli inglesi dovrebbero imparare da noi.

 

Quanta criminalità c’è tra le strade della capitale del Regno Unito?

 

Ce n’è, bisogna stare sempre attenti e non dare troppo nell’occhio. Ma in generale Londra è una città sicura. Ovunque tu vada, ad ogni ora, c’è qualcuno in giro e soprattutto, la polizia è molto attenta.

 

Londra è una grande metropoli, lontana dall’essere a misura d’uomo. Come fai a districarti tra le sue innumerevoli strade?

 

Ho sempre utilizzato i mezzi per spostarmi, bus, metro. Sono molto organizzati e sono sempre assolutamente puntuali, quindi ci si può contare. La metro ti porta ovunque e in meno tempo del bus ovviamente, anche se io preferisco sempre viaggiare in autobus: vedi la città, scopri strade che non conoscevi e soprattutto, se un giorno dovessi avere la macchina, saprei come muovermi!
Ora ho anche una bicicletta e mi sposto con quella. Sempre bardatissima: caschetto, luci. La prima volta che ho preso la bici senza casco e senza luci, mi si è avvicinato un inglese e mi ha detto: “Ma da dove vieni, senza casco né luci, dall’Italia?” e io che dovevo dirgli?: Sì.

 

Puoi dirci qualcosa riguardo la sanità? Com’è strutturata?

 

Toccando ferro, non ho mai avuto molto a che fare con la sanità inglese. Che non è di certo il massimo… Ho un GP, ovvero un medico di base, dove vado a fare controlli quando sto poco bene. Sono andata all’ospedale una volta e posso dire che, se non sei in fin di vita o con sangue che zampilla, nemmeno ti toccano. Io avevo una tendinite al polso e il responso è stato: tendinite, muovi molto il polso, prendi degli antidolorifici. Questo dopo quattro ore di attesa e senza nemmeno che mi guardassero. Dovesse mai succedermi qualcosa, suppongo che tornerei in Italia al volo!

 

 

Per quanto riguarda il mondo del lavoro invece, hai trovato differenze tra la realtà inglese e quella italiana?

 

Ci sono moltissime differenze nel mondo del lavoro tra l’Italia e l’Inghilterra. Per prima cosa i contratti. I contratti inglesi sono dei veri e propri romanzi di clausole e varie ed eventuali. Il lavoratore è molto tutelato, ma il datore di lavoro si vuole tutelare ancora di più… A seconda delle aziende in cui lavori, puoi avere una copertura assicurativa, io avevo quella sanitaria, che copre fino a un tot di spese in caso di infortuni. Non esiste la tredicesima in Inghilterra e le tasse sono il 20%, con guadagni dalle 15 alle 30 mila sterline l’anno. Gli orari lavorativi qui in Inghilterra vanno dalle 9 alle 18 o dalle 9 alle 17.30, di solito, lavorando in ufficio. Al pub invece la vita è tutt’altra cosa, si fanno orari completamente diversi e si lavora sempre. Sabati e domeniche comprese, Natale e Capodanno!

 

C’è qualcosa che noi italiani dovremmo imparare dagli inglesi e viceversa?

 

Dagli inglesi dovremmo probabilmente imparare la puntualità e l’organizzazione, la capacità di essere sempre molto contenuti ed educati. Dall’altra parte gli inglesi potrebbero imparare da noi ad essere più elastici, meno pretenziosi (gli inglesi si lamentano per tutto…) e più puliti sicuramente! E di certo vorrei che imparassero a mangiare meglio. Che va bene il fish and chips e gli arrosti, ma la pasta mi manca sempre!

 

Pensi che Londra sia la tua meta definitiva?

 

Non so in realtà se Londra sia la mia meta definitiva. Di certo amo questa città, tutto quello che mi ha dato e che mi sta dando, le mie amicizie, create da zero in una città così grande, il suo essere così cosmopolita ed internazionale… Ma non penso vivrei qui per sempre. Ci sono cose che ti mancano, anche se la tua vita sembra che stia prendendo la via giusta.
Mi manca la mia famiglia, mi manca il sole, mi manca lo spirito italiano e i miei amici.
Forse resterò ancora qualche anno qui o magari andrò a vivere per qualche tempo in America o in Australia, ma ho come il presentimento che poi, alla fine, tornerò in Italia. Anche con tutti i problemi del mondo, casa è sempre casa.

 

Da quando ti sei trasferita ad oggi, in cosa e quanto è cambiata la tua vita?

 

La mia vita è cambiata del tutto da quando vivo qui. Ho trovato una nuova dimensione, nuove opportunità, ho cominciato a scrivere per testate giornalistiche, ho vinto un premio come blogger, ho lavorato come dipendente e poi sono diventata freelance, gestisco il mio lavoro, scelgo quello per cui voglio scrivere e per chi voglio lavorare. Sono maturata e ho fatto scelte che non avrei avuto il coraggio di fare, qualche tempo fa. Ora come ora, non posso lamentarmi. A Londra ho ricominciato a vivere.

 

civuolecostanza@gmail.com

www.civuolecostanza.com

 

A cura di Nicole Cascione 

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