Singapore sconosciuta: un tuffo nell’estremo oriente

a water fountain with purple lights and buildings in the background

Negli ultimi anni i Paesi dell’Estremo Oriente sono diventati un vero must quando si parla di turismo esotico e internazionale. Ma non solo. Sempre più persone sono attratte dalle culture di questi Paesi e decidono di trasferirvisi in pianta stabile. Tra i più gettonati in assoluto, sia per i viaggi che per i trasferimenti, c’è sicuramente Singapore e tra poche righe scopriremo perché e quali sono le cose più belle da vedere al di là delle tradizionali attrazioni turistiche.

Lo spettacolo a Singapore inizia appena si mette piede giù dall’aereo. L’aeroporto Changi meriterebbe infatti già di per sé una mezza giornata di vacanza per essere ammirato in ogni suo angolo. Non per niente viene considerato da anni come il più bello e il più suggestivo del mondo. E il motivo non è soltanto la lunghissima serie di negozi, ristoranti e servizi di alto livello. Il Changi è famoso per i suoi giardini: uno è dedicato alle farfalle, ne ospita circa 40 specie diverse ed è impreziosito da una piccola cascata. Gli altri due sono invece dedicati alle orchidee e ai girasoli.

Quella che stiamo vivendo è senza dubbio l’era del gaming online con le principali piattaforme che offrono decine e decine di giochi con jackpot e premi aggiuntivi. Ma vivere le atmosfere del tavolo verde rimane pur sempre un’attività di gran divertiento. A maggior ragione se a Singapore passiamo dalle parti del Marina Bay Sands, il terzo casinò al mondo per estensione. Disegnato dalla geniale mente di Moshe Safdie, il Sands non è soltanto una sala da gioco con oltre 500 tavoli e più di 1.500 slot. È anche una maestosa opera architettonica che ospita un hotel, un centro convegni, un museo di arte e scienza, due teatri e una pista di pattinaggio. Il tutto montato su una piattaforma sospesa a forma di nave con tanto di giardini pensili.

Nell’incipit dell’articolo avevamo però promesso alcune perle sconosciute di Singapore. Per chi ama passeggiare, ad esempio, una tappa da non perdere è il quartiere Katong, il cuore pulsante della cultura Peranakan. Qui troveremo splendide e coloratissime case, case-musei e una vitalità decisamente sopra le righe. E tra una camminata e l’altra sosta obbligata per il Laksa, una zuppa tradizionale a base di noodles e latte di cocco.

Una delle cose che più colpiscono di Singapore è la vicinanza tra insediamenti antichi e opere architettoniche iper-moderne. Se apprezziamo questo tipo di contrasti dobbiamo assolutamente visitare il quartiere di Kampong Lorong Buangkok. Realizzato prima del boom economico della città, oggi conta appena 28 case realizzate in stile tradizionale ed è circondato da grattacieli. La meta perfetta per chi vuole respirare il cuore profondo di chi la città l’ha davvero fondata.

Ancora contrasti e quartieri da esplorare in lungo e in largo con Kampong Glam, ovvero il quartiere arabo di Singapore. Tra le vie di Kampong Glam ci sono moltissime cose da vedere: c’è la Sultan Mosque con la sua inconfondibile cupola dorata, ci sono i tipici mercati arabi e il Malay Heritage Centre, museo dedicato alla storia e all’espansione della comunità malese.

Per chi, invece, vuole immergersi nel verde il consiglio è di prenotare una visita guidata ai Botanic Gardens, uno dei giardini botanici più importanti del pianeta. Nato come giardino per la coltivazione di piante da utilizzare in altri campi, è diventato patrimonio UNESCO nel 2015 e oggi accoglie una delle più vaste coltivazioni di orchidee al mondo. Attenzione, però, a non perdersi. Il parco copre 70 ettari e ci sono diversi ingressi: meglio affidarsi a una guida esperta prima di entrare.

Ultima tappa della nostra visita alla Singapore meno conosciuta è il suggestivo Haw Par Villa, giardino botanico fondato nel 1937 da Aw Boon Haw. Dedicato alla cultura cinese e ai suoi precetti, l’Haw Par Villa è una vera e propria esplosione di colori, diorami e sculture, incastonate in uno sfondo verde davvero suggestivo. Piccola curiosità. Aw Boon Haw è il figlio dell’inventore del celebre unguento Balsamo di Tigre.

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