Dopo aver scoperto l’esistenza del padre biologico, Viviana ha deciso di andare a Madrid, dove ha conosciuto il padre e i fratelli. Adesso, la donna – che si definisce multi-tasking, perché lavora in diversi settori – sta pianificando un trasferimento definitivo nella città spagnola.
Del resto, Viviana si è sentita subito ben accolta in città. “Le ultime due volte in cui sono stata a Madrid (sempre per 10 giorni) ho vissuto più da cittadina che da turista quindi ho potuto constatare l’esistenza di una buona rete di trasporto pubblico, non solo le metro e i treni Renfe, ma anche gli autobus verdi che arrivano nella zona denominata C2. Altri aspetti positivi che ho notato sono la celerità nell’ottenere i documenti di viaggio e la puntualità negli uffici. Mi ha colpito molto la possibilità per tutti e tutte, non solo per le persone residenti, di visitare i musei e il Palazzo Reale gratuitamente grazie all’ingresso serale” racconta la donna.
A chi sogna di andare in vacanza a Madrid, Viviana – che ama esplorare i posti al di fuori delle rotte più conosciute – suggerisce proprio di non fermarsi al centro ma di spingersi anche verso la periferia e di non aver paura di strutture turistiche che propongono prezzi bassi. “In Italia, spesso il prezzo basso equivale a sporcizia dei locali o alla poca affidabilità. A Madrid è tutto il contrario” dice Viviana, che ha tanti progetti per il futuro, fra cui avviare un’attività indipendente che unisca la sua passione per le lingue straniere con quella per l’aiutare il prossimo.
Ciao Viviana, raccontaci qualcosa di te. Chi sei, da dove vieni…
Ciao, sono Viviana e mi definirei una persona multi-tasking! Il mio lavoro principale è quello di traduttrice/docente di lingua araba ma gestisco anche un’azienda agricola coltivando nocciole e agrumi, sono esperantista, autrice di diversi libri e articoli sulla cultura arabo-islamica e sono un’educatrice per i diritti umani in Amnesty International Italia. La mia vita si è sempre svolta tra il Lazio, la Campania e il Nord Africa ma da un anno a questa parte il destino mi sta portando altrove.
Quando e perché hai deciso di lasciare l’Italia?
Ho vissuto spesso all’estero, per motivi di studio (Tunisia) o lavoro (Albania). In questo momento sono ancora in Italia ma da un anno circa viaggio tra la Spagna e la Polonia per motivi familiari e linguistici. Lasciare l’Italia per medi o lunghi periodi non mi spaventa e mi adatto facilmente alla vita di tutti i giorni nel Paese che mi ospita.
Come mai hai scelto di andare a vivere proprio a Madrid? C’eri già stata prima?
Sono stata per la prima volta in Spagna, a Madrid nell’ottobre del 2023, per conoscere mio padre biologico. Ho saputo della sua esistenza qualche mese prima e, dopo un’intensa ricerca per trovarlo, ho scoperto che vive proprio a Madrid. No, non c’ero mai stata prima e da dopo ottobre ci sono tornata a febbraio per conoscere per la prima volta i miei fratelli (fino all’età di 42 anni pensavo di essere figlia unica) e poi ci sono ritornata ad aprile per trascorrere più tempo possibile con la mia “nuova” famiglia.
Come descriveresti la città a chi non ci ha mai messo piede?
La città di Madrid è fantastica! Io ho subito trovato una grande accoglienza da parte delle persone. Personalmente, mi abituo facilmente ai luoghi che visito e – mia peculiarità – cerco sempre di comunicare con l’idioma del posto. Madrid, grazie all’immensa rete metropolitana, è facilmente visitabile in pochi giorni e, nella ricerca di un alloggio, consiglio di verificare la vicinanza alla metro. È molto bello visitare anche la periferia della città, fortunatamente vi sono buoni collegamenti con i mezzi pubblici. Ciò che mi ha colpito maggiormente è l’immensità dei parchi o spazi verdi, la possibilità di visitare la città in bicicletta e l’estrema pulizia in ogni angolo. Io amo visitare i nuovi luoghi percorrendo soprattutto le strade poco battute dal solito turismo. Se sarete a Madrid quando tornerò, vi accompagnerò volentieri a scoprire questi aspetti della città.
Quali cambiamenti hai visto, sia positivi sia negativi, da quando sei arrivata a oggi?
Le ultime due volte in cui sono stata a Madrid (sempre per 10 giorni) ho vissuto più da cittadina che da turista quindi ho potuto constatare l’esistenza di una buona rete di trasporto pubblico, non solo le metro e i treni Renfe, ma anche gli autobus verdi che arrivano nella zona denominata C2. Altri aspetti positivi che ho notato sono la celerità nell’ottenere i documenti di viaggio e la puntualità negli uffici. Mi ha colpito molto la possibilità per tutti e tutte, non solo per le persone residenti, di visitare i musei e il Palazzo Reale gratuitamente grazie all’ingresso serale.
Al momento, non saprei dire cambiamenti negativi.
Ti va di parlarci meglio di quello di cui ti occupi?
Oltre a quanto vi ho raccontato all’inizio, mi occupo anche di educazione all’ambiente e di turismo alternativo. Recentemente la mia azienda agricola è diventata alloggio per i pellegrini della via Francigena del Sud, ho fondato un’Associazione di Promozione Sociale per l’educazione all’ambiente, scrivo per alcuni blog di turismo e ho una mia pagina FB sul “Viaggiare senza glutine”. In generale, cerco di mettermi nei panni del turista e consigliarlo al meglio.
È facile, per un italiano, trovare lavoro lì?
Al momento, non saprei cosa rispondere ma spero di non avere difficoltà nel caso in cui dovessi trasferirmi definitivamente a Madrid.
Quali sono i settori in cui è più semplice essere assunti?
Ho notato che i settori più gettonati sono quelli legati alla ristorazione (camerieri e cuochi) e alla mobilità (autista di Uber) ma su Internet ogni giorno sono pubblicate offerte di lavoro di ogni genere. Tuttavia, delle persone mi hanno suggerito di non dare troppo peso alle candidature inviate online.
Puoi dirci il costo di alcuni beni e servizi di uso comune?
Avendo vissuto a Madrid non da semplice turista, posso dire che i prezzi del cibo sono decisamente più bassi rispetto a quelli che ci sono in Italia, intendo nel fare la spesa. Inoltre, dovendo scegliere prodotti senza glutine, la differenza di prezzo è abbastanza evidente. Un esempio fra tanti, una confezione di due panini in Italia la pago quasi 3 Euro, a Madrid in un supermercato in pieno centro l’ho trovata a 1,50 Euro.
Viaggio prevalentemente con gli autobus o con la metropolitana. L’ultima volta ho acquistato l’abbonamento mensile poiché soggiornavo in zona C2. Facendo un confronto con l’Italia, avere una unica carta (tarjeta) per tutti i mezzi pubblici è un’iniziativa molto utile che in Italia non ho mai trovato e a così poco prezzo.
Il Servizio Sanitario Nazionale è molto attivo e funzionante. Non esiste il concetto del medico di base, tutto viene gestito dagli ospedali locali. Una persona anziana viene trattata al pari di un giovane, approfondendo quando è necessario.
Come funziona, invece, per avviare un’impresa lì come stranieri?
Anche a questa domanda al momento non posso rispondere ma, siccome uno dei miei progetti futuri è proprio trasferirmi definitivamente a Madrid, mi sto informando al riguardo e sembra che sia più semplice e veloce rispetto all’aprire un’azienda in Italia. L’importante è essere in regola con la documentazione richiesta.
Cosa bisogna avere, dal punto di vista burocratico, per vivere e lavorare lì?
È fondamentale avere il NIE. Questo è un numero d’identificazione univoco assegnato ai residenti non spagnoli in Spagna. È richiesto per molte attività legali e finanziarie nel Paese come l’apertura di un conto bancario, l’acquisto di una Sim telefonica o l’affittare un appartamento. È consigliabile chiedere l’appuntamento per il NIE quando si è già in Spagna.
Come ti sei mossa per cercare un alloggio?
Le prime due volte ho alloggiato in alcuni Ostelli (Hostal in spagnolo) e ho utilizzato l’App di Booking. A chi va a Madrid per pochi giorni, consiglio di non spaventarsi dei prezzi eccessivamente bassi. In Italia, spesso il prezzo basso equivale a sporcizia dei locali o poca affidabilità. A Madrid è tutto il contrario. Poi, se siete esperantisti, consiglio di chiedere al Club di Fuenlabrada o d’iscrivervi al sito di Pasporta Servo.
Quali sono i prezzi medi e le zone in cui, secondo te, è possibile vivere bene spendendo il giusto?
Finora, l’area che preferisco all’interno della zona A di Madrid, è Aluche. Lì la vita è molto meno caotica di quanto non lo sia nel centro turistico e l’area è facilmente raggiungibile dalla Metro verde (numero 5). I prezzi sono accessibili.
Come sei stata accolta dalla gente del posto?
Sono sempre stata accolta benissimo. La prima volta ho trovato ospitalità da una famiglia esperantista. Pur non conoscendomi, mi hanno trattata come una loro figlia. Non ho avuto nemmeno problemi di lingua, nonostante sapessi poche parole di castigliano. Ho notato che non in tutti i luoghi si parla inglese ma in genere tra spagnoli e italiani c’è una discreta comprensione.
Come descriveresti le loro vite?
Avendo a che fare con i miei fratelli, i loro amici o le loro fidanzate, ma anche con altri amici, ho notato che la vita è vissuta in maniera molto tranquilla e rispettosa della vita altrui. Un esempio banale: in metro, se qualcuno ti sfiora nel passaggio sul marciapiede, ti chiede immediatamente scusa (“perdoname”). Ancora, se la carrozza è troppo piena, la gente non continua a salire come potrebbe succedere, ad esempio, a Roma.
Che consigli daresti a chi vorrebbe andarci in vacanza?
Per una vacanza sono davvero tanti i consigli che potrei dare, dipende molto da quello che le persone cercano. Come ho detto prima, io non sono la tipica turista da museo, esploro le zone della città meno frequentate. Recentemente ho provato a riassumere, in un articolo per un blog, quale possa essere il migliore quartiere di Madrid ma è davvero difficile poterlo dire con certezza.
Aggiungo che non c’è solo il centro di Madrid da visitare. Dedicate almeno un giorno a Toledo, raggiungibile con il treno veloce dalla stazione di Atocha e tranquillamente visitabile in una giornata, e almeno un altro giorno a qualche periferia, le cosiddette Villas de Madrid, un insieme di destinazioni uniche per il valore riconosciuto del loro Patrimonio Culturale, che preserva la loro autenticità rurale. Tra queste suggerisco Villa del Prado, dove si trova la chiesa gotica di Santiago Apostolo, dichiarata Bene di Interesse Culturale nel 1981, e il Parque del Gurugù. Ancora, suggerisco di visitare il borgo storico (casco historico) di Navalcarnero, una cittadina medievale, con più di 500 anni di storia, che è stata testimone di numerosi eventi storici, come il matrimonio del re Filippo IV con la nipote Doña Mariana d’Austria nel XVII secolo.
Progetti futuri?
Il mio progetto futuro, oltre a quello di trascorrere più tempo con mio padre e i miei fratelli, è quello di poter convogliare le mie conoscenze finora coltivate in Italia in un Paese che ha davvero tanto da offrirmi. Vista la mia propensione – anche genetica (mio padre è polacco) – nell’apprendere facilmente le lingue straniere e nel pensare al bene del prossimo, mi piacerebbe avviare un’attività indipendente che combini questi due mondi.
Per seguire e contattare Viviana:
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